Lago di Volaia Rifugio Lambertenghi Romanin e Wolayerseehütte dal Rifugio Tolazzi

DESCRIZIONE:
22-02-2025
Itinerario tecnicamente facile all’andata, con qualche maggiore difficoltà durante la discesa tramite la deviazione nel bosco (vedi dettagli in descrizione eventualmente si può evitare), da considerare un impegno fisico che può variare al variare delle condizioni della neve. Comunque ci sono circa 650m di dislivello positivo ed una pendenza più accentuata verso la fine.
Si parcheggia la macchina nei pressi del Rifugio Tolazzi, ci sono abbastanza posti, però è un posto molto frequentato da escursionisti di scialpinismo, meglio non arrivare troppo tardi per sicurezza.
Passato il rifugio si segue la stradina con le indicazioni per i rifugi, alla prima deviazione, si prende a sinistra come da indicazioni per Lago Volaia.
Si prosegue sempre seguendo la strada che poi diventa un sentiero ma comunque sempre molto agevole e facile, la direzione è evidente e si deve raggiungere l’arrivo della teleferica che si vede in alto. La pendenza è constante e non troppo difficoltosa, l’ultima parte aumenta abbastanza ma non per molto.
Subito dopo siamo a ridosso della ex Casera Pecol Alta, adattata a caserma militare nel periodo della Grande Guerra. Ottimo posto per pausa dopo la ripida salita.
Appena passata finalmente si arriva, in non molto tempo, al Rifugio Lambertenghi Romanin da dove si ha una bellissima vista tutto intorno, la sua terrazza panoramica si presta molto bene per una pausa, in più è esposta completamente al sole.
Poco più su, proseguendo per la traccia, si attraversa il Passo Volaia e subito dopo si apre il fantastico panorama sull’omonimo Lago con in lontananza il Rifugio Volaia.
Attraversato il passo si entra in territorio Austriaco, si costeggia il lago per una decina di minuti e si è subito al Rifugio.
Tutto l’itinerario è esposto al sole, la giornata di oggi è stata fantastica anche come temperatura, ma all’improvviso si è alzato un vento forte e gelido e non è stato possibile fermarci quanto avevamo programmato. Siamo scesi un pò verso la via del ritorno, fino a trovare un’area coperta dal vento per poter pranzare (al sacco) in tranquillità.
La discesa è per la stessa via dell’andata sino ad un bivio, non segnalato da tabelle, o almeno oggi con la neve non c’erano indicazioni, abbiamo seguito la traccia GPS con attenzione fino a scorgere un segno CAI bianco/rosso che indicava la deviazione, comunque tornando giù il sentiero è visibile dall’alto sulla sinistra.
Consiglio questa deviazione per la discesa, un pò più tecnica ma nulla di troppo difficile, non è una stradina ma un sentiero, a volte con qualche piccolo tratto abbastanza pendente, un pò sconnesso e con radici affioranti da porre un pò di attenzione. Però questa via è veramente solitaria ed avventurosa intercetta poi la stradina di andata nei pressi del primo bivio.
Ancora qualche minuto e si è nuovamente al punto di partenza.